
Francavilla. Bastano un rullante, il fiato caldo di una tromba e cinquanta paia di braccia chinate sulla terra per ricordare cosa significhi, davvero, abitare un luogo. Lungo la dorsale provinciale che cuce insieme le comunità di Francavilla e Castiglione si è consumato un rito laico di riscatto collettivo. L’iniziativa, ribattezzata “Spassiamo”, porta la firma morale e operativa dell’associazione Settevoci, realtà che da anni coltiva l’arte rara di trasformare l’impegno civico in magnete generazionale. In occasione della loro consueta “Rimpatriata settembrina”, il sodalizio è riuscito a richiamare decine di giovani e metterli in cammino accanto a bambini, residenti e a chi, con qualche primavera in più sulle spalle, temeva inizialmente di essere fuori posto. Guidata da ritmi di samba e accenti dixieland che aprivano la marcia la comitiva ha avanzato a passo di danza, armata di guanti e sacchi per la raccolta di rifiuti di vario genere.
L’opera di Settevoci ha scardinato la retorica grigia del dovere morale ovvero piegare la schiena per riscattare la terra dall’incuria. È una bonifica che travalica il visibile, più profonda e duratura, capace di disinquinare prima di tutto le coscienze. Così, al termine di una giornata densa di umanità, persino l’ingente contabilità dei rifiuti raccolti è scivolata in secondo piano, eclissata dal patrimonio incalcolabile di sguardi incrociati, storie condivise e legami intessuti lungo l’asfalto. Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 20-09-2026





