
Mojo Alcantara. C’è un confine sottile tra il crepitio delle sterpaglie e il silenzio dell’Alcantara, dove il dovere smette di essere una funzione amministrativa per farsi abnegazione. Il bilancio del 2025 per il Distaccamento dei vigili del fuoco volontari non è solo una fredda sequenza di cifre, ma la cronaca di una resistenza civile che sfida l’emergenza con mezzi spesso inversamente proporzionali al coraggio dei singoli. Il presidio ha coordinato circa 200 interventi di soccorso tecnico urgente. Una mole di lavoro imponente, dominata per oltre il 50% dalla lotta agli incendi di macchia mediterranea e boschivi, piaghe che ogni estate feriscono il cuore verde della Valle. Tuttavia, l’operatività del distaccamento non si è esaurita tra le fiamme, dall’instabilità dei dissesti statici al dramma degli incidenti stradali, fino alla gestione della ricerca di persone scomparse, i volontari hanno agito come unico baluardo di sicurezza per una popolazione che vede in quella divisa l’ultima risorsa possibile. Nonostante la pressione operativa, l’anno è stato scandito da una rigorosa attività di potenziamento tecnico, preparazione necessaria che si scontra con una realtà strutturale che non può più essere ignorata.
Dietro l’efficienza dei numeri si cela infatti una verità nuda e preoccupante: il personale è ridotto all’osso. Gli uomini del presidio spesso suppliscono con il sacrificio personale a vuoti d’organico che rendono la gestione dei turni e delle emergenze un esercizio di equilibrismo estremo. La struttura poggia oggi su poche spalle. L’ing. Francesco Mantineo, capo Distaccamento Ftav (funzionari tecnici antincendi volontari), ha lanciato un appello che sa di necessità impellente per il 2026: «Un potenziamento numerico che non è più differibile». Già dallo scorso novembre, l’Amministrazione ha aperto le procedure per le nuove adesioni tramite il portale istituzionale, sperando che il richiamo al servizio trovi eco in una nuova generazione di soccorritori. Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 29-12-2025




