
Antonio Camarda ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di consigliere comunale, segnando almeno temporaneamente la sua uscita dalla scena politica di Castiglione di Sicilia. L’ex sindaco ha infatti visto respingere dalla Corte di Cassazione il ricorso presentato contro la decisione di incandidabilità stabilita dal tribunale di Catania.
Camarda era alla guida del Comune quando, il 23 maggio 2023, il Governo dispose lo scioglimento del Consiglio comunale a causa di infiltrazioni mafiose. Il provvedimento arrivò dopo l’ispezione avviata nell’agosto 2022 dall’allora prefetta Maria Carmela Librizzi, che aveva evidenziato come le elezioni amministrative del giugno 2022 avessero di fatto confermato l’assetto politico-amministrativo della precedente amministrazione.
Durante il periodo di commissariamento, l’ex primo cittadino aveva affrontato davanti al tribunale civile la questione legata alla sua incandidabilità. In primo grado aveva ottenuto una decisione favorevole, che gli aveva consentito di candidarsi nuovamente a sindaco alle elezioni amministrative del 2025. Dopo il voto, che lo ha visto arrivare secondo, la Corte d’Appello ha però ribaltato quella decisione, richiamando un orientamento giurisprudenziale che attribuisce rilevanza anche a eventuali comportamenti omissivi.
Successivamente Camarda ha presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte, il 10 marzo, ha dichiarato l’istanza inammissibile. Alla luce di questa decisione, l’ex sindaco ha annunciato le proprie dimissioni irrevocabili dalla carica di consigliere comunale, con effetto immediato.
Con le dimissioni di Camarda dall’aula consiliare, il Consiglio comunale sarà ora chiamato a procedere alla surroga del consigliere uscente. Il seggio verrà quindi assegnato al primo dei non eletti della lista di opposizione, passaggio che porterà tra i banchi del Consiglio un altro consigliere comunale determinando così una nuova composizione dell’assemblea cittadina.




