
I sindaci di Francavilla (Vincenzo Pulizzi), Motta Camastra (Carmelo Blancato), Graniti (Carmelo Lo Monte), Roccella Valdemone (Gianfranco Orsina), Malvagna (Nino Panebianco), Santa Domenica Vittoria (Nunzio Spartà) e Mojo Alcantara (Salvatore Currenti) si sono uniti in una voce sola per sottoscrivere un manifesto di dignità per la salvezza dell’Istituto comprensivo di Francavilla, a testimonianza di come, in questi luoghi, la scuola non sia un semplice edificio, ma un faro di speranza, un presidio di civiltà contro lo spettro dello spopolamento. Il Decreto dell’11/08/2025 parla di “dimensionamento e razionalizzazione”, parole che sanno di calcoli e di efficienza, ma che rischiano di ignorare il valore inestimabile delle piccole realtà altoalcantarine. L’Ic di Francavilla – diretto da Maria Rita Lo Giudice – non è un’entità statica, è un organismo vivo, vibrante, che negli anni ha saputo evolvere, attrarre finanziamenti, promuovere attività extracurricolari e tessere una rete di collaborazione unica nel suo genere.
Chiudere o ridimensionare questa realtà significherebbe non solo negare il diritto allo studio, un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione, ma anche infliggere un colpo mortale a una comunità, quella valligiana, che lotta ogni giorno per sopravvivere. La richiesta dei sindaci è semplice e allo stesso tempo carica di un peso morale immenso: mantenere l’autonomia di un’istituzione che ha dimostrato sul campo la sua validità. Di fronte a un’arida razionalizzazione, questi amministratori hanno risposto con la forza dei legami umani, con la testimonianza tangibile di una scuola che, tra le valli e le alture, non si è mai arresa, trasformando le difficoltà in opportunità. ALESSANDRA IRACI TOBBI Fonte “La Sicilia” del 27-09-2025




