
Ucria (Ucrìa in siciliano) è un comune italiano di 844 abitantidella città metropolitana di Messina in Sicilia.
Ucria è un piccolo centro montano (tra i 710 e i 790 m s.l.m.) abbarbicato sui monti Nebrodi. Costituisce il primo punto d’incontro di tre importanti vie di transito: la statale n. 116 (Capo d’Orlando – Randazzo), la provinciale n. 136 (San Piero Patti – Ucria) ed infine la Provinciale n. 139. quest’ultima, passa da Sinagra ed è la strada più breve ed agevole per raggiungere, in 20 minuti, lo stupendo mare di Brolo e Capo d’Orlando. La via Padre Bernardino divide in due il paese e costituisce per il passante un piacevole balcone-belvedere sulle circostanti montagne e verso la vallata.
I rinvenimenti di utensili preistorici, in prossimità della Rocca di San Marco e di un ripostiglio di monete romane in località Arelluso, sono prova della frequentazione dell’uomo in queste zone sin dall’antichità.
Le tracce di due torri saracene, una in periferia che doveva fungere da avvistamento e una nella zona nord del paese, sono indice di come il borgo esistesse già al tempo degli Arabi, ma soprattutto di come rappresentasse un luogo strategico per chi dal mare voleva spingersi verso l’interno. Dalle torri si sviluppavano una serie di cunicoli e gallerie che si diramavano per tutta la superficie del paese. Intorno all’anno 1000 Ucria era dominata da un castello che passò da un proprietario all’altro secondo le assegnazioni delle varie dominazioni: normanne, sveve, angioine e aragonesi. In epoca normanna, Ucria inizialmente fu feudo di Abbo Barresi. Nella prima metà del XV secolo fu feudo di Giovanni Ventimiglia barone di Sperlinga, il quale la trasmise in eredità alla moglie Agata Peralta. Agata cedette Ucria con atto notarile del 1434 al fratello Gabriele Abbate. Dagli Abbate Ucria pervenne per via matrimoniale alla famiglia di origine catalana dei Marquett. Successivamente fu feudo delle famiglie Pagano, Di Giovanni e Alliata.
Nonostante il sistema feudale fosse stato ufficialmente abolito con la costituzione siciliana del 1812, il latifondo diverrà il nuovo strumento tramite il quale far valere i medesimi principi del passato regime sociale. Proprio in questa ottica i Gullotti, notabile famiglia del luogo imparentata con i baroni Stancanelli di Novara di Sicilia, grazie all’acquisto di ex feudi a inizio XIX secolo diverranno economicamente e politicamente potenti diramandosi in seguito in parte a Sant’Agata di Militello e in parte a Palermo.
Il paese attraversò il periodo storico tra il XIX secolo e i primi anni del XX secolo seguendo le medesime sorti della Sicilia. Trascorsi i primi anni del Novecento segnati dalla crisi economica che ebbe i suoi effetti più vistosi nel fenomeno dell’emigrazione verso il Nuovo Mondo, si arrivò all’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale.
La povertà generatasi spinse molti residenti di Ucria a emigrare a Waltham, nel Massachusetts, negli Stati Uniti, dove si registra un’importante presenza di ucriesi.
Fonte Wikipedia
Foto tratta dal Sito Istituzionale del Comune di Ucria






