
Sui media nazionali il PNRR viene raccontato come una straordinaria occasione di rilancio per l’Italia. Una narrazione spesso trionfalistica, che parla di miliardi disponibili, di riforme strutturali e di un Paese finalmente in grado di recuperare il tempo perduto. Per i Comuni, in particolare, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha rappresentato un’opportunità irripetibile: realizzare progetti rimasti per anni nei cassetti, senza l’obbligo di cofinanziamento e con procedure semplificate.
Sulla carta, una situazione ideale. Nella realtà, molto meno.
A quattro anni dal varo ufficiale del PNRR da parte del Consiglio dell’Unione europea e con la scadenza del 2026 ormai alle porte, emergono con chiarezza luci e ombre nella capacità degli enti locali di trasformare risorse straordinarie in risultati concreti. I dati elaborati da ANCI, basati sulla piattaforma Regis e aggiornati al 31 marzo 2025, parlano chiaro: i Comuni italiani, nel complesso, stanno reggendo l’urto. Il 92% dei progetti PNRR è in fase di attuazione o di conclusione; il 35% è in esecuzione e il 56% è arrivato alla fase finale, con collaudi in corso o già effettuati.
Ma dietro i numeri nazionali si nascondono differenze profonde tra territori, competenze e – soprattutto – volontà amministrative.
Maniace: promossa nel digitale, poco performante nelle opere pubbliche
Il Comune di Maniace rappresenta un caso emblematico. Sul fronte della trasformazione digitale, l’ente si colloca tra i Comuni più performanti della regione. Grazie ai bandi promossi dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica, Maniace è riuscita ad intercettare finanziamenti per parecchi progetti, portando a termine tutte le iniziative previste per la transizione digitale: dalla digitalizzazione dei servizi alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione.
Un risultato tutt’altro che scontato, che va riconosciuto senza ambiguità. Dietro questo successo c’è il lavoro puntuale e responsabile dei funzionari comunali coinvolti, che hanno dimostrato come, anche in realtà piccole, competenza e organizzazione possano fare la differenza.
Ma sarebbe un errore fermarsi qui.
Perché se il digitale racconta una storia di efficienza, il capitolo delle opere pubbliche e degli interventi infrastrutturali è, al contrario, una fotografia di occasioni mancate.
Alla fine del 2023 l’amministrazione comunale aveva annunciato in consiglio comunale la creazione di una specifica area tecnica-amministrativa PNRR, rafforzata dall’assunzione di un tecnico e di un’ulteriore unità specialistica interamente a carico dello Stato, finanziata con fondi PNRR. Una struttura pensata proprio per intercettare e gestire i progetti più complessi, quelli legati ai lavori pubblici.
Eppure, a distanza di tempo, i risultati non sembrano eccellenti. Non si può parlare di successo, né di un reale cambio di passo. Le opere infrastrutturali restano poche, frammentate, spesso ferme alle fasi preliminari. Il PNRR, che avrebbe dovuto rappresentare una leva straordinaria di sviluppo locale, si è trasformato – almeno in questo ambito – in un treno passato senza essere davvero preso.Una struttura PNRR che non ha prodotto risultati sperati.
Un problema non solo locale
Maniace non è un’eccezione. Molti Comuni, soprattutto di piccole e medie dimensioni, hanno dimostrato di saper gestire bandi standardizzati, come quelli sulla digitalizzazione, ma si sono rivelati fragili quando si è trattato di progettare, programmare e realizzare interventi strutturali complessi. Mancanza di visione, carenze progettuali, ritardi amministrativi: problemi noti, che il PNRR avrebbe dovuto aiutare a superare e che invece, in molti casi, ha solo messo in evidenza.
Il tempo, però, è quasi scaduto. Il 2026 non è un orizzonte lontano, ma una scadenza imminente. E i fondi non spesi o mal gestiti non verranno prorogati.
La positiva esperienza di Maniace nel campo della trasformazione digitale dimostra come, in presenza di impegno, competenze e organizzazione, sia possibile raggiungere risultati concreti anche in contesti complessi. Le difficoltà riscontrate sul versante delle opere pubbliche evidenziano invece quanto siano determinanti una chiara guida politica, una struttura tecnica pienamente operativa e una visione strategica di lungo periodo del territorio, affinché le risorse straordinarie messe a disposizione dal PNRR possano tradursi in interventi strutturali efficaci e duraturi.
E questa, più dei numeri, è la vera eredità – ancora tutta da valutare – del PNRR nei Comuni.





