
Motta Camastra. Nel paese alcantarino un ambizioso progetto ecologico finanziato con i fondi europei si scontra con il muro invisibile della burocrazia locale. La vicenda emerge con nitidezza dagli atti ufficiali del Comune, capofila di una cordata di otto amministrazioni comunali e dell’Ente Parco Fluviale. L’appalto, dal valore complessivo di oltre 1,8 milioni di euro mirava a una vasta opera di forestazione urbana ed extraurbana, finanziata nell’ambito della Missione 2 del Pnrr per la tutela del verde. I cantieri, affidati all’operatore economico Conpat Scarl, sono giunti a compimento nei tempi previsti, eppure, al termine delle opere, la catena virtuosa dei pagamenti si è bruscamente spezzata. La Città Metropolitana di Messina, ente erogatore delle somme, ha infatti congelato i trasferimenti finanziari previsti.
Il motivo risiede in un’anomalia tanto tecnica quanto disarmante giacché il Comune risulta inadempiente sul fronte del Documento unico di regolarità contributiva, ragion per cui senza la piena conformità previdenziale dell’ente pubblico, la legge impedisce qualsiasi accredito di fondi statali ed europei. A farne le spese immediate è stata la direzione dei lavori e il professionista incaricato dopo aver inoltrato formali solleciti per ottenere il saldo delle proprie spettanze professionali è rimasto impantanato nel limbo burocratico generato dai mancati adempimenti municipali.
Di fronte al rischio di un contenzioso e all’imbarazzo istituzionale la giunta guidata dal sindaco Carmelo Blancato ha scelto di anticipare la somma dovuta al tecnico attingendo direttamente alle riserve del bilancio comunale ma la decisione ha tuttavia registrato una crepa politica interna in quanto l’assessore Maria Angela Orlando ha scelto di astenersi dal voto. Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 02-08-2026





