
Malvagna gode di una posizione privilegiata presso la Valle dell’Alcantara. La sua origine è incerta, il suo nome potrebbe derivare da un nome di persona non ben identificato o dal latino malva, un genere di piante della famiglia delle Malvaceae. Malvagna fu fondata nel 1626 da Giovanni Lanza sul latifondo ricevuto in dono dalla madre Silvia Abate, che a sua volta l’aveva comprato dal figlio di Giacomo Garagozzo di Randazzo, fattosi prete per vocazione. Il borgo si espande a seguito dell’epidemia di malaria del confinante feudo di Mojo. L’aria salubre, il clima temperato e il territorio fertile convinsero molti vassalli della zona circostante a trasferirsi in questo nuovo borgo, che diventò poi anche Principato. Nel 1947 divenne Comune grazie alla scissione di quello di Lanza in quelli di Malvagna e Mojo Alcantara. Dal punto di vista culturale, la città offre la possibilità d’ammirare i resti del seicentesco convento dei Frati Minori e la Chiesetta bizantina a cella tricora risalente al VI-VII secolo denominata “Cuba”. Dal punto di vista naturalistico, la cittadina costituisce l’ideale via d’accesso del Bosco di Malabotta. La Festa della Patrona Sant’ Anna ricorre il 26 luglio
Fra i monumenti da segnalare il convento dei Frati Minori “San Giuseppe”, fondato nel 1720 da Ignazio Migliaccio, duca di Galizia e principe di Mazzarino. Oggi, nonostante sia stato acquistato dal Comune, è inagibile all’interno. Oltre alla struttura quasi pericolante, rimangono alcuni affreschi nel chiostro, mentre una pregiata scultura lignea settecentesca e un organo a canne del 1822 si trovano nella Chiesa Madre.
La Chiesa Madre è stata eretta dopo la demolizione di quella antica in onore della patrona sant’Anna nel XX secolo (1930 circa) e custodisce la statua della santa patrona. Sempre durante il ventennio fascista fu demolito anche il Castello dei Lanza, per costruire al suo posto parte dell’attuale casa comunale.
Da vedere anche la cuba bizantina (trichora) di Malvagna e la chiesetta settecentesca di San Marco.
La maggior parte delle manifestazioni culturali si concentra nel periodo estivo ed in quello natalizio. Una tradizione natalizia recente è quella dei caratteristici presepi rionali realizzati nei diversi quartieri sparsi nel paese e del presepe vivente recitato in vernacolo ed allestito nell’antico quartiere della “Timpa Tirrinchiuna” e che vede il coinvolgimento dell’intera comunità. Un’altra tradizione di origine remota è a strina (strenna). La strina è una tradizione tipica locale e si effettua il giorno di capodanno. Quel giorno i bambini malvagnesi portano in dono un tronchetto di legno, a strina per l’appunto, presso i parenti e gli amici più cari, per poi ripassare il giorno dell’epifania e ritirare in cambio un sacchetto pieno di dolciumi. Un tipico dolce natalizio sono i lumiricchi.
La festa patronale in onore di Sant’Anna si svolge, come da tradizione, l’ultima domenica di luglio. In questo periodo si concentrano le manifestazioni più di rilievo come la rassegna di cultura popolare “Radici” avviata nel 2006 e la rassegna a concorso di teatro dialettale che ha avuto il proprio battesimo nell’agosto 2007 e che ha visto l’affermazione della compagnia “San Tommaso d’Aquino” di Messina. La rassegna è stata intitolata a Mario Foti, ufficiale delle Poste e attore e regista teatrale amatoriale la cui permanenza a Malvagna contribuì ad incentivare e incrementare la passione per l’arte della recitazione in genere. Una passione nata e sviluppatesi agli inizi degli anni settanta, quando si allestivano per hobby, prima in un vecchio magazzino adiacente alla Chiesa di Sant’Anna e poi nel salone parrocchiale (detto impropriamente da siristia, cioè “della sagrestia”), delle modeste rappresentazioni teatrali. Spettacoli alquanto semplici, eseguiti con pochi mezzi, ma che hanno avuto come intento principale l’aggregazione e lo svago.
Fonte Sito Istituzionale Comune di Malvagna – Wikipedia.




