
Francavilla. Nel torrente Zavianni l’inciviltà umilia il territorio. È possibile vedere un campionario dell’orrore ecologico dove si trova di tutto, dai classici sacchetti domestici fino a lettini, materassi e rifiuti ingombranti di ogni genere. Il dato più allarmante e che desta profonda indignazione è la totale sistematicità con cui questi gesti vengono compiuti, e tutto questo avviene nonostante le varie bonifiche. È un ciclo frustrante e dispendioso, infatti le ruspe passano, puliscono, restituiscono un barlume di normalità e, dopo poco tempo, il copione si ripete identico. I rifiuti tornano ad occupare diverse aree dello Zavianni a tal punto che sembra un eterno mito di Sisifo in chiave ecologica, pagato a caro prezzo dai contribuenti. Ad aggravare un quadro già drammatico vi è la complessa situazione istituzionale.
Il Comune, infatti, è attualmente commissariato e in dissesto finanziario e in questo contesto d’emergenza, va registrato il costante impegno della Commissaria straordinaria, la dottoressa Domenica Ficano, che si attiva senza sosta per arginare il degrado e garantire la continuità amministrativa. Tuttavia, nonostante i suoi encomiabili sforzi, sembra che questa intrinseca vulnerabilità istituzionale finisca per fare da scudo agli eco-vandali che approfittano cinicamente del momento di transizione e delle difficoltà dell’ente per cannibalizzare ulteriormente il territorio in totale spregio delle regole.
«Ciò che si sta consumando nello Zavianni – commentano alcuni residenti che frequentano la contrada Cappuccini – è un fallimento culturale. Quando il senso del bene comune si azzera a tal punto da trasformare un torrente nel proprio secchio della spazzatura significa che il patto sociale è saltato. La bonifica da sola non basta più se non viene accompagnata da un controllo stringente e da sanzioni esemplari». Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 20-07-2026




