
Francavilla. Monte Castello, lo sperone di roccia che da oltre ottocento anni sorveglia la Valle dell’Alcantara da un’altitudine di circa 460 metri, ha rischiato di vedere svanire i propri ruderi medievali, ma quella deriva verso l’oblìo sembra arrestarsi e convertirsi nella promessa di una rinascita. L’ambizioso intervento di riqualificazione – all’interno dell’area del Parco fluviale – entra infatti nella fase operativa grazie a uno stanziamento di 683mila 556 euro, intercettati dal Piano di Sviluppo e Coesione 2014-2020 della Regione. Una “manutenzione” strategica e di ampio respiro, concepita per coniugare la tutela dell’ecosistema fluviale al recupero del patrimonio archeologico. Il commissario straordinario, Domenica Ficano, ha impresso un’accelerazione decisiva e posto la prima pietra politica di un cantiere culturale. Il progetto si articola su un duplice binario, ovvero la proprietà e l’accesso. La parte sommitale della rupe verrà acquisita al patrimonio pubblico, strappandola all’abbandono privato e da lì un nuovo camminamento metterà in sicurezza l’antico tracciato della dorsale, per consentire ai visitatori di attraversare i tre nuclei superstiti della fortezza del XII secolo.
Il percorso collegherà Monte Castello alle celebri Gurne (o Vulli) dell’Alcantara, alla zona archeologica e ai borghi storici di Matrice, Contarato e Rullero. Inoltre, 40mila euro dello stanziamento saranno dedicati esclusivamente a campagne di scavo e indagini del sottosuolo che trasformeranno l’area archeologica e le pendici del monte in un laboratorio a cielo aperto capace di restituire identità e memoria storica alla comunità locale, e non solo. Quando i cantieri saranno conclusi Monte Castello tornerà a fare la guardia al futuro della Valle Alcantara e a offrire a chiunque salga la vertigine pura della bellezza e della storia giacché il recupero dell’antico tracciato d’accesso collegherà direttamente al sentiero delle Gurne dell’Alcantara, i 16 specchi d’acqua scavati dal fiume nel basalto lavico millenario. Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 13-07-2026





