
Cesarò. Quello che finora era stato un sogno, potrebbe a breve diventare realtà per i cittadini di Cesarò, che da anni aspettano di avere una maggiore quantità di acqua nelle loro case. Parliamo di un Comune posto sui Nebrodi, a oltre mille metri di altezza sul livello del mare, che si rifornisce di acqua alle sorgenti di Maniace, circa 3-400 metri più in basso, e che oltre a combattere contro la siccità, deve fare i conti con delle pompe elettriche che devono spingere l’acqua verso l’alto, con un grosso consumo di energia elettrica, di costi, e di guasti frequenti per lo sforzo anormale. Uno dei punti base del programma della sindaca Katia Ceraldi, quando fu eletta 4 anni fa, fu proprio questo. Riuscire a trovare l’acqua, in un territorio sui Nebrodi, in cui l’acqua scorre veramente a fiumi e che spesso si perde a valle. E il lavoro suo e della sua Amministrazione ha fatto sì che, grazie ad un finanziamento della Protezione civile, si avviasse questo iter di cui a Cesarò si parlava da anni, ma senza mai passare a fatti concreti.
Nell’aprile 2025 arriva il tanto atteso decreto di finanziamento con la gara d’appalto espletata a luglio e vinta da un’impresa di Camporeale per un importo di un milione e mezzo di lire. E uno di 85mila euro per scavare il pozzo. Poi l’avvio dei lavori, proseguiti in questi mesi, e ora la tanto attesa notizia che a breve potrebbe cambiare la situazione dell’intera zona. Infatti, una sorgente d’acqua è stata trovata proprio a poca distanza dalle vasche dell’acquedotto, con la possibilità a breve di potere incanalare l’acqua e farla arrivare nelle case dei cesaresi.
«Abbiamo lavorato sodo per realizzare questo importante progetto, atteso da oltre 40 anni, di cui tutti parlavano. Ora, grazie al nostro impegno, possiamo guardare con fiducia al futuro, sperando di non avere più problemi di siccità. Un grazie ai miei collaboratori, e alla Regione Siciliana».





