
Francavilla. Nessun margine d’errore, zero tempo da perdere, la riqualificazione dell’areale di Monte Castello corre sul filo di una burocrazia inflessibile, in un braccio di ferro tra scadenze europee e l’urgenza di far partire i cantieri. Nel cuore del Parco Fluviale dell’Alcantara, il Comune si trova di fronte a un dentro o fuori in quanto schiacciato dai vincoli del dissesto finanziario. L’Ente infatti ha disposto l’avvio immediato dei lavori, affidando l’opera prima ancora di completare le ordinarie verifiche burocratiche. La decisione, formalizzata dal responsabile dell’Area tecnica Salvatore Raffone, è l’ultima mossa per scongiurare un azzeramento delle risorse. Il finanziamento del piano Poc Sicilia 2014-2020 fissa infatti un termine perentorio, ovvero la rendicontazione finale entro il 31 dicembre 2026.
Con una tabella di marcia che prevede 168 giorni di cantiere – a cui si sommeranno i tempi tecnici di collaudo – ogni singolo ritardo rischia di far sfumare definitivamente la dote economica e per un Comune in dissesto, ipotizzare la perdita dei contributi regionali significherebbe condannare l’opera all’abbandono (la legge vieta infatti all’ente di attingere a fondi propri per coprire le spese). Da qui la scelta della stazione appaltante fare leva sull’articolo 17 del nuovo codice dei contratti pubblici per ordinare la consegna anticipata dei lavori sotto riserva di legge e affidare la sopravvivenza del progetto alla velocità di un’esecuzione senza paracadute. Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 23-07-2026



