
Cesarò. È stata una grande e bella festa. Ancora una volta i cesaresi, e non solo, hanno manifestato la loro devozione verso il patrono San Calogero. In migliaia hanno cantato e pregato durante la processione che ha avuto luogo subito dopo la funzione religiosa vespertina che è stata concelebrata oltre che dal parroco padre Cono Gorgone e altri sei sacerdoti, anche da mons. Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti, e dal vescovo emerito mons. Giuseppe Leanza, già nunzio apostolico in Haiti, che ha festeggiato 60 anni di sacerdozio. Infatti, la pesante vara del Santo ha percorso tutto il corso principale preceduta dai confrati delle varie confraternite prima fra tutti quella di San Calogero e seguita dalle autorità civili, militari e religiose. Il momento clou, che poi è il grande richiamo dell’evento dove elementi religiosi e pagani si mescolano, è stato quello della corsa del fercolo del Santo.
E anche in questo caso le attese sono state rispettate. Infatti, quando il corteo è giunto nella parte alta del viale Regina Elena al grido “Sutta i carusi viva San Caloriu!” i ragazzi (carusi) hanno afferrato le corde della vara, e accompagnati dalle musiche della fanfara dei carabinieri suonata dalla locale banda musicale, l’hanno fatto involare, scatenando l’entusiasmo della gente che assisteva ai due lati della strada. Giuseppe Leanza Fonte “La Sicilia” del 24-08-2026






