
Gaggi. Ventidue anni di attività ininterrotta nella Valle dell’Alcantara e un bilancio 2025 che parla di una solidarietà sempre più radicata. L’assemblea annuale dell’Avis comunale “Giovanni Paolo II” di Gaggi non è stata solo un momento di rendicontazione, ma un’occasione per riflettere sul ruolo vitale del volontariato e sulle sfide burocratiche che ancora ne frenano il pieno potenziale.
I numeri presentati dalla presidente Angela Maria Vecchio confermano il trend positivo: 31 nuovi soci dei 430 totali e ben 560 sacche di sangue intero raccolte nell’arco dello scorso anno. Risultati ottenuti grazie a una sensibilizzazione capillare che parte dalle scuole primarie fino agli istituti superiori, portando i giovani a scegliere il dono come atto di responsabilità civile. Resta una nota di rammarico per la questione sede e autoemoteca. L’unità mobile acquistata nel 2016, infatti, è rimasta ferma a causa di rigidità normative e intoppi burocratici che ne hanno impedito l’accreditamento. Un paradosso sottolineato anche dal dott. Andrea Pisacane, rappresentante dell’Avis provinciale di Messina, il quale ha evidenziato come le regole attuali finiscano per penalizzare le sezioni dei piccoli centri, che spesso operano con efficacia superiore alle grandi realtà urbane.
La dipendenza logistica dalla sezione di Alì, ad esempio, ha ridotto le giornate di raccolta disponibili nel 2025, rendendo ancora più urgente l’autonomia gestionale. Quanto alla sede definitiva, dopo diversi protocolli d’intesa con le amministrazioni comunali, l’Avis Gaggi è ancora in attesa di locali idonei e agibili. “E’ l’amore a dare senso a ogni nostro gesto e il bene costruito rimane”, ha ribadito la Vecchio, auspicando uno spiraglio prima della fine del suo mandato. Intanto il programma 2026 resta ambizioso, a conferma che il “giardino dei progetti” continua a fiorire nel segno dell’operosità, del servizio e della responsabilità condivisa. Alessia Vanadia Fonte “La Sicilia” del 26-02-2026




