
Roccella Valdemone. «Non è solo una questione di viabilità ma di sicurezza pubblica e rispetto per il cittadino». La denuncia che giunge da Costantino Mastrolembo, residente storico del paese, scoperchia il vaso di Pandora su una gestione infrastrutturale che appare, agli occhi di chi vive il territorio, quantomeno deficitaria. Al centro della polemica la Sp 2, strada vitale che rischia di trasformarsi in una trappola di fango e cemento. La cronistoria del disagio ha radici lontane. Già nel 2019 un’infiltrazione d’acqua a soli 300 metri dall’ingresso del Comune aveva causato l’interruzione della carreggiata. La situazione è precipitata drasticamente lo scorso 9 gennaio. Un cedimento strutturale ha interessato una parte del ponte situato al chilometro 4+000 della medesima Sp 2. «Ad oggi, il transito è garantito a stento solo per le utilitarie, in un contesto di estrema precarietà – conclude Mastrolembo – Il rischio non è solo logistico, ma strutturale». Chi attraversa quel tratto riporta testimonianze inquietanti: la strada “scricchiola” al passaggio dei veicoli, un segnale sinistro che suggerisce un cedimento imminente della soletta o dei piloni portanti.
Se il ponte dovesse cedere definitivamente, le conseguenze per la comunità sarebbero catastrofiche e costretti a un giro immane con passaggio obbligato per Santa Domenica Vittoria. Un tragitto che trasformerebbe una breve percorrenza di dieci minuti per raggiungere Mojo Alcantara in un’odissea di 45 Km. A rendere il quadro ancora più amaro è la condizione della via alternativa per Santa Domenica Vittoria, dove la presenza di segnaletica che ne indica l’intransitabilità scarica, di fatto, ogni responsabilità sulla pelle dei cittadini che transitano a proprio rischio e pericolo. Ignorare il grido di Mastrolembo significa condannare un’intera comunità all’esilio geografico e al pericolo costante e aggiungere del catrame, nella giornata di ieri, attorno, non risolve il problema, non basta far defluire l’acqua. Alessandra Iraci Fonte La Sicilia del 17-01-2026





