
Castiglione. Il Parco Fluviale dell’Alcantara si prepara a cambiare volto, ma l’iter verso la nuova perimetrazione accende già il dibattito. Il progetto prevede un’estensione significativa: dagli attuali 12 Comuni si passerebbe a ben 18 centri distribuiti tra le Città Metropolitane di Messina e Catania. Un ampliamento che porterebbe i confini dell’area protetta dalle sponde del fiume fino alle propaggini dei Nebrodi, dei Peloritani e del territorio etneo. L’assessorato regionale del Territorio e ambiente ha recentemente inviato una nota ufficiale ai Comuni interessati, indicendo una conferenza dei servizi dedicata proprio alla riperimetrazione. Tuttavia, nonostante il coinvolgimento formale di istituzioni ed Enti, alcune associazioni di categoria lanciano l’appello per bloccare l’iter, lamentando un deficit di partecipazione e il rischio di eccessivi vincoli sul territorio.
Federcaccia Sicilia ha già preso posizione scrivendo ai sindaci coinvolti per invitandoli a opporsi fermamente alla proposta. «L’ampliamento costante delle zone protette ha superato in Sicilia le quote percentuali previste dalla Legge Nazionale 157/92 e dalla L.R. 33/97, che fissano tetti specifici per il territorio agro-silvo-pastorale destinato alla protezione della fauna», spiega Giuseppe La Russa, presidente regionale di Federcaccia. Sulla stessa linea Marisa Calafiura, presidente dell’Associazione Nazionale Libera Caccia di Messina: «Esprimiamo forte preoccupazione per un progetto che prevede dimensioni notevolmente superiori rispetto all’area vincolata attuale. Un intervento di tale portata – sottolinea – richiede un percorso trasparente, partecipato e supportato da rigorose valutazioni tecnico-scientifiche e socio-economiche».
Istituito nel 2001, il Parco dell’Alcantara attende ancora una perimetrazione definitiva. Quella che doveva essere inizialmente la Riserva orientata della Valle Alcantara punta ora a includere i territori di: Bronte, Calatabiano, Castiglione, Francavilla, Gaggi, Giardini Naxos, Graniti, Linguaglossa, Malvagna, Moio Alcantara, Mongiuffi Melia, Montalbano Elicona, Motta Camastra, Randazzo, Roccella Valdemone, Santa Domenica Vittoria, Taormina e Tripi. Mentre gli uffici regionali procedono, la sfida resta quella di coniugare la tutela della biodiversità con le esigenze delle comunità locali e delle attività produttive. Michele La Rosa Fonte “La Sicilia” del 17-02-2026





