
È indagato per diffamazione il sindaco di Motta Camastra, Carmelo Blancato, in relazione alle “battaglie” condotte contro l’Ato Me4 in liquidazione.
La Procura della Repubblica di Messina gli ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, con contestuale informazione di garanzia, firmato dal pubblico ministero Anita Siliotti e notificato dai Carabinieri della Stazione di Santa Teresa di Riva. Al centro dell’inchiesta, i contenuti di due note inviate dal primo cittadino ai colleghi dei Comuni soci dell’ente.
Nella prima comunicazione, datata 30 dicembre 2025, Blancato faceva riferimento ai tre liquidatori — Leonardo Racco, Alessandro Di Tommaso e Francesco Bondì — sostenendo che «i soggetti firmatari non si sarebbero mai recati nella sede legale» e aggiungendo che, qualora ciò fosse stato confermato, «sarebbe un falso» e denoterebbe «una condotta ai limiti della correttezza», fino a «rasentare quasi una gestione vergognosa». Nella stessa nota, il sindaco affermava inoltre che «a quanto pare, tali soggetti liquidatori, puntualmente, svolgono quale primaria priorità la retribuzione a loro spettante in base al ruolo rivestito».
In una seconda missiva, inviata il 16 gennaio scorso, Blancato definiva invece i tre liquidatori «camaleonti… stipendiati a spese della comunità».
Secondo l’ipotesi accusatoria, tali espressioni avrebbero leso la reputazione di Racco, Di Tommaso e Bondì, individuati dalla Procura come persone offese.
Il sindaco, assistito dall’avvocato Nunzio Cammaroto, ha informato dell’indagine a suo carico gli altri Comuni soci dell’Ato Me4 in liquidazione.
Da anni gli Ato sono stati posti in liquidazione, e non gestiscono più il servizio di raccolta. Ma tuttavia hanno ancora dei costi che sono a carico dei ci è non si capisce quale utilità portino. Ci auspichiamo che la Regione metta immediatamente fine a questa vergogna, e liberi I Comuni da enti ormai inutili.




