
La nostra redazione continua ad occuparsi di sport a Maniace. Non per spirito polemico – ci teniamo a precisarlo – ma per quel sano esercizio democratico che si chiama critica costruttiva, pratica che, come l’attività fisica, dovrebbe essere allenata con costanza. Il recente entusiasmo dell’Amministrazione Comunale per il rilancio delle strutture sportive, celebrato con grande enfasi attorno al “Palazzetto dello Sport”, ha inevitabilmente attirato la nostra attenzione. A tanto entusiasmo è seguita una semplice osservazione: il Campo Sportivo comunale, quello collocato sugli argini del torrente Saraceno, è stato letteralmente reso inagibile dalla piena del 2021. Un dato di fatto, più che un’opinione.
Alla nostra puntualizzazione ha risposto un amministratore comunale, confermando la scelta – definibile quantomeno “fiduciosa” – dell’attuale Sindaco di posizionare il campo sugli argini del fiume, spiegando che all’epoca “le condizioni climatiche non erano quelle attuali”. Una precisazione interessante, che lascia intendere come il torrente Saraceno abbia deciso solo di recente di comportarsi da torrente, tradendo le aspettative di chi lo considerava un elemento puramente scenografico.
Ma, poiché la critica è davvero costruttiva solo quando è completa, alla nostra redazione sono giunte ulteriori segnalazioni. Questa volta riguarda il campetto di calcetto nell’abitato di Petrosino, collocato fra Via Aldo Moro e Via Carlo Alberto Dalla Chiesa, unica struttura ricreativa della zona, per anni animata da tornei improvvisati, partite interminabili e una vivace partecipazione giovanile, almeno fino all’arrivo della pandemia.
Oggi il campetto versa in uno stato che definire “polifunzionale” sarebbe riduttivo: impraticabile per lo sport, ma evidentemente molto apprezzato dalla fauna locale, che lo ha trasformato in un comodo ricovero. Un esempio virtuoso di riconversione spontanea, avvenuta però nell’assoluto silenzio dell’Amministrazione, che continua a parlare di strutture e sviluppo senza accorgersi che alcune di esse esistono ormai solo nella memoria collettiva.
Un investimento minimo basterebbe a rendere di nuovo funzionale il campetto di calcio, colmando la totale assenza di strutture ricreative nella predetta località. Così come le strade adiacenti il campetto, in cui cresce erba e strutture abusive, lasciate nell’incuria completa e nel totale abbandono.
Ribadiamo, quindi, che le critiche non sono attacchi, ma segnalazioni utili. Accoglierle significa migliorare; ignorarle significa continuare a giocare una partita… purtroppo, senza campo.











