
Malvagna. Il palcoscenico politico della comunità malvagnese si prepara a ospitare un duello che trascende la semplice alternanza amministrativa, configurandosi come una vera e propria collisione tra due epoche, due visioni e due modi antitetici di interpretare il bene comune. La contesa per lo scranno più alto del municipio non è più una questione di programmi elettorali speculari, ma un raro paradosso temporale: da un lato, il sindaco uscente, Nino Panebianco, custode della continuità e dei cantieri aperti; dall’altro, un’ex sindaca, Rita Mungiovino, che riemerge dal passato come una sfida vivente alla narrazione del presente. Non si tratta di una competizione tra neofiti, ma di un confronto tra due compaesani che conoscono ogni singolo ingranaggio della macchina comunale. Il corpo elettorale è chiamato a decidere se confermare la rotta o se, in un atto di audacia retrospettiva, affidarsi nuovamente a chi quel timone lo ha già impugnato in acque diverse.
In questa tornata elettorale la comunità è costretta a guardarsi allo specchio e decidere quale immagine debba prevalere: se quella del consolidamento, che vede nel domani la naturale prosecuzione dell’oggi, o quella del ripristino, che scommette sul passato. Malvagna dovrà decidere: o si procede con il passo di chi c’è, o si cambia tutto con quello di chi ritorna. Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 13-02-2026




