
Francavilla. Lungo il torrente Zavianni l’eclissi del senso civico è evidente nell’impronta indelebile e sgraziata dell’incuria umana. Le immagini che giungono dalle sponde del torrente restituiscono uno scenario di desolante anomia, laddove campeggia un campionario di rifiuti eterogenei che trasforma un corridoio ecologico in una discarica a cielo aperto. Sacchi di plastica, inerti, scarti domestici e materiali ingombranti giacciono tra la vegetazione ripariale testimoni muti di un attentato sistematico alla bellezza e alla salute del territorio valligiano.
L’aspetto più amaro di questa vicenda risiede nel profondo iato tra l’impegno pubblico e la risposta privata. L’amministrazione locale, con uno sforzo finanziario non indifferente, ha già appostato circa 30mila euro destinati esclusivamente a operazioni di bonifica e ripristino ambientale anche per rimediare al vandalismo di ignoti. Purtroppo, lungo l’asta del fiume Alcantara, la piaga dello sversamento illecito non accenna a rimarginarsi e gli “incivili del torrente” continuano a operare nell’ombra, sordi agli appelli e incuranti del danno intergenerazionale che stanno perpetrando.
La bonifica più urgente, dunque, non è quella dei greti fluviali, ma quella delle coscienze, perché finché l’uomo non imparerà a scorgere nello scorrere di un affluente il riflesso della propria dignità, si rimane condannati a finanziare l’indecenza dei miseri. Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 11-03-2026





