
FRANCAVILLA. Il peso del dissesto finanziario finisce per ingoiare il mandato del sindaco Vincenzo Pulizzi, spezzando l’ultimo filo di fiducia istituzionale che legava la giunta alla sua stessa base. È stata ufficialmente depositata la mozione a firma di cinque consiglieri di maggioranza, un atto che segna, di fatto, l’epilogo politico di un’Amministrazione travolta dall’incapacità di rispettare i termini perentori imposti dalla legge. Il cuore della crisi risiede nel mancato rispetto della scadenza di 90 giorni per la presentazione della proposta di bilancio riequilibrato pluriennale. Dopo la dichiarazione di dissesto dello scorso 1° dicembre 2025, la Giunta avrebbe dovuto fornire lo strumento indispensabile per garantire la prosecuzione della gestione ordinaria e permettere all’organismo straordinario di liquidazione di operare. Allo scadere dei termini, tuttavia, il Comune si è ritrovato nel vuoto: né una bozza, né una relazione tecnica che potesse giustificare lo stallo.
Per i consiglieri firmatari, questo silenzio amministrativo ha prodotto un danno reputazionale ormai insanabile per l’ente. In un clima di incertezza che vede ormai prossimo l’arrivo di un commissario prefettizio, Pulizzi ha rilasciato dichiarazioni dal sapore agrodolce, oscillando tra il riconoscimento delle difficoltà e una ferma difesa politica. «Non accetto di diventare l’unico capro espiatorio di un sistema al collasso», ha dichiarato con forza il primo cittadino, ribadendo la necessità di verifiche approfondite sulla natura del buco di bilancio. Secondo Pulizzi, infatti, una parte consistente della massa debitoria sarebbe in realtà una pesante eredità delle gestioni precedenti, che la sua Amministrazione non ha avuto il tempo o la forza di sanare.
Le giustificazioni non sembrano però bastare a fermare l’iter che porterà allo scioglimento del Consiglio. La frattura interna alla maggioranza appare ormai definitiva e il destino di Francavilla sembra tracciato: un periodo di gestione straordinaria. ALESSANDRA IRACI





