
Francavilla. L’Ente Parco Fluviale dell’Alcantara ha dato vita a una missione epocale per la salvaguardia del proprio ecosistema, formalizzando una decisione a contrarre che dà il via a un imponente intervento di bonifica e ripristino ambientale. Con un investimento di 689.600 euro l’operazione si dispiega lungo un’asta fluviale di 22 km, abbracciando diversi comuni tra le province di Catania e Messina, con l’obiettivo di abbattere drasticamente gli impatti della frammentazione ambientale all’interno della zona speciale di conservazione.
La strategia delineata dalla direzione e dal responsabile unico del progetto, l’arch. Filippo Russo, si distingue per un’impeccabile coerenza tecnica e una visione di alto profilo. La scelta di programmare il cantiere per il mese di giugno risponde alla necessità di operare nelle condizioni di “magra” del fiume al fine di garantire la piena visibilità dei rifiuti e la massima sicurezza per le maestranze direttamente in alveo. L’urgenza dell’intervento si è resa indifferibile dai danni causati dal recente ciclone “Harry” che ha riversato nel bacino ingenti detriti, trasformando una tutela programmata in un’opera di ripristino vitale per la salute del corpo idrico.
Al Parco – diretto da Valentina Tamburrino e presieduto da Carmelo Calabrò – va il merito di aver saputo trasformare la complessità burocratica in una limpida opportunità di riscatto, dimostrando che l’eccellenza risiede nel saper ascoltare i tempi della natura per proteggere il futuro delle comunità che ne abitano le sponde. Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 29-04-2026




