
Francavilla. Ieri è stata organizzata dai rappresentanti di sezione della scuola dell’infanzia di via Napoli e dai componenti della compagine genitoriale del Consiglio d’Istituto un’azione di protesta civile e coordinata. Il dissenso è stato studiato per mantenere un profilo di assoluta civiltà, infatti i genitori hanno indossato mascherine chirurgiche (simbolo della criticità ambientale), mentre i bambini hanno portato dei palloncini rendendo la loro presenza il fulcro visivo della mobilitazione. L’iniziativa nasce dall’impossibilità di proseguire le attività didattiche in una struttura che, allo stato attuale, non garantisce i requisiti minimi di idoneità per la popolazione scolastica. La richiesta avanzata all’Amministrazione è perentoria, ovvero la definizione di un cronoprogramma certo e lo stanziamento di soluzioni logistiche celeri. La decisione di astenersi dalla frequenza scolastica persino per la giornata di oggi, che vedrà il coinvolgimento totale di quattro classi dell’Infanzia, scaturisce da una serie di disagi logistici e ambientali legati alla coesistenza tra attività didattica e cantieristica che in prossimità delle aule determina una dispersione di polveri sottili incompatibile con la salute dei minori.
Viene denunciata l’assenza di un coordinamento efficace tra la ditta esecutrice e gli orari di ingresso/uscita degli alunni al fine di mitigare l’esposizione ai rischi. L’obiettivo è ottenere un confronto immediato con il sindaco Vincenzo Pulizzi per valutare soluzioni alternative già ipotizzate, quali il trasferimento temporaneo nei locali dell’ex Opera Pia o settori dedicati del Liceo Scientifico “C. Caminiti”, previa verifica della conformità normativa. Si attende una risposta istituzionale che sappia individuare soluzioni logistiche di prossimità e scongiuri l’ipotesi di un trasferimento al polo di Malvagna, opzione ritenuta fortemente penalizzante per la continuità didattica e per l’organizzazione dei nuclei familiari coinvolti. Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 10-03-2026





