
Francavilla. Al cimitero la natura selvaggia sta lentamente inghiottendo il ricordo dei cari. Le immagini che circolano in queste ore non lasciano spazio a interpretazioni. Non si tratta di qualche ciuffo d’erba fuori posto ma di una vera e propria giungla incontrollata. Le lapidi, alcune delle quali monumentali, affogano letteralmente tra rovi e sterpaglie che raggiungono l’altezza d’uomo. I vialetti sono ormai sentieri interrotti che rendono difficoltoso l’accesso ad alcune aree. Da poche settimane il Comune è commissariato, il passaggio di consegne registra un “vuoto di cura” e la burocrazia non può essere un alibi per l’indecenza. «Vedere la tomba di un proprio caro umiliata dall’incuria – commenta qualche residente – provoca un dolore che mina il senso di tutta la comunità». L’erba alta nasconde buche, radici e potenziali ostacoli e rende il cimitero un luogo rischioso soprattutto per i più anziani.
«Con l’arrivo del caldo – aggiunge un altro francavillese – questa vegetazione diventa l’habitat ideale per insetti, parassiti e roditori. Un paradosso inaccettabile per un’area che dovrebbe brillare per pulizia e ordine. Non chiediamo opere faraoniche ma semplicemente un decespugliatore – conclude amaramente un visitatore all’ingresso – Mio padre è sepolto lì in fondo e quasi non riesco a raggiungere la sua lapide. È umiliante dover pulire da soli lo spazio comune per poter portare dei fiori». Al Commissario Prefettizio si chiede un segnale di presenza forte affinché il cimitero torni ad essere dignitoso. Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 10-05-2026





