
Francavilla. C’è un momento preciso in cui la crisi di un’Amministrazione smette di essere una mera questione di equilibri di palazzo e si trasforma in un’emorragia identitaria per la comunità. In paese quel momento sembra essere arrivato con la violenza di una sentenza inappellabile. Il comunicato diffuso dal circolo locale del Partito Democratico non è solo un atto d’accusa politico è l’autopsia di un progetto di governo arrivato al capolinea sotto il peso di un dissesto finanziario che è, prima di tutto, un dissesto etico e gestionale. Le dimissioni dell’assessore Alessandra Cipolla rappresentano l’ultimo tassello di un mosaico che si sta sgretolando. Non si tratta di un evento isolato, né della fisiologica rotazione di una Giunta in cerca di nuovi stimoli, è, al contrario, il sintomo di un’invivibilità politica. Mentre il gruppo “La Svolta” tenta di arroccarsi dietro un’ostinata difesa delle posizioni residue, la realtà dei fatti parla una lingua diversa: quella dell’immobilismo.
L’accusa mossa dal Pd è radicale: l’attuale Amministrazione è accusata di “presunzione” e di un “attaccamento alla poltrona” che scavalca l’interesse collettivo. Francavilla si trova oggi in un “limbo amministrativo” – questo il j’accuse del Pd – dove il declino sembra una condizione quotidiana. «Chi amministra ha il dovere morale di capire che la fine di un mandato non è mai tragica quanto la fine della speranza di un intero paese». Alessandra Iraci Fonte “La Sicilia” del 20-01-2026




