
Era il 30 dicembre 2025 quando la nostra redazione si occupava, a seguito di una segnalazione, della vicenda legata al dissesto finanziario del Comune di Castiglione di Sicilia, con particolare riferimento alla mancata approvazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato e alla mancata assegnazione di un ufficio all’Organo Straordinario di Liquidazione. Da allora sono trascorsi due mesi e, nonostante le rassicurazioni del primo cittadino, nulla sembra essersi mosso. Per questo motivo torniamo ad occuparci della questione, ponendo interrogativi che meritano risposte chiare e puntuali.
In data 9 luglio 2024, la Commissione Straordinaria – insediata a seguito dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata – deliberava il dissesto finanziario dell’Ente. Un atto di straordinaria rilevanza, necessario per attivare le procedure previste dall’ordinamento e consentire la nomina dell’Organo Straordinario di Liquidazione (OSL), cui spetta il compito di gestire e definire la consistente massa debitoria accumulata nel tempo. Successivamente, il 27 novembre 2024, con Decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, veniva disposto l’insediamento del Commissario Straordinario di Liquidazione. La notifica del provvedimento giungeva l’11 dicembre e, il 13 dicembre 2024, il Commissario assumeva formalmente le proprie funzioni.
La Commissione Straordinaria aveva nel frattempo predisposto le condizioni operative necessarie, garantendo uffici, risorse strumentali e personale a supporto dell’OSL. Un percorso che evidenziava la volontà dello Stato di ristabilire legalità, trasparenza e corretto equilibrio finanziario. Con le consultazioni amministrative del 25 maggio 2025, la comunità di Castiglione di Sicilia ha eletto il nuovo Sindaco. La nuova Amministrazione ha avviato una riorganizzazione della struttura comunale in coerenza con il programma presentato agli elettori. Tuttavia, tale riorganizzazione avrebbe comportato, di fatto, la revoca degli spazi precedentemente assegnati al Commissario Straordinario di Liquidazione.
Ed è qui che sorgono interrogativi che non possono essere ignorati:
per quale motivo si è ritenuto opportuno privare l’organo deputato al risanamento finanziario dell’Ente delle necessarie condizioni logistiche?
Perché non si è proseguito nel solco tracciato dai rappresentanti dello Stato, che avevano predisposto strumenti e strutture a supporto del percorso di risanamento?
Si tratta di domande legittime, che riguardano non solo gli equilibri istituzionali ma, soprattutto, il futuro finanziario del Comune e la tutela dell’interesse pubblico. A queste domande occorre fornire risposte chiare, trasparenti e tempestive.




